Curriculum Maria Inversi
Profilo di ricerca
- La scrittura o riscrittura di figure femminili le quali, nel momento in cui sono state
rappresentate, erano completamente sconosciute al pubblico teatrale, sottratte all' immaginario
maschile che ha storicamente collocato la donna nell' estrema fragilità o nell' estrema negatività.
Nella scrittura e negli allestimenti dai linguaggi multimediali: narrazioni da una o più voci con
diapositive, danza contemporanea, danza classica, danza butoh, DVD, musica dal vivo jazz o
contemporanea, canto, nella visione filosofica e ideativa si ha la trasmissione dei valori
inerenti il femminile dal punto di vista femminista dove della donna si narra coraggio, capacità
di cura, accoglienza, determinazione, intuizione in una concezione di vita capace di relazione
positiva con se stessa e il mondo femminile di cui, storicamente, è mancata la complicità.
Le teorie originali di cui sono state spesso defraudate, ritrovano nell' allestimento
la loro equilibrata attribuzione. La visione che esse avevano di se stesse era tutt' altro
che svenevole, fragile, incapace di far fronte alla vita se private della presenza maschile,
del protettore, ecc. Dall'essere vittima per cause dovute al sistema o ai sistemi,
esse emergono con la capacità di chi guarda all'altro/a non come nemico/a ma con senso critico.
Donne che attingono all'esperienza e ridicono il proprio "sè", come analizzato da filosofe, letterate e psicoanaliste contemporanee
costruendo quel pensiero forte che oggi vuole essere portatore di differenza costruttiva.
Dal punto di vista estetico la scelta dei linguaggi affonda nella ricerca della parola e del
movimento narrabili di quel personaggio o di quella particolare scrittura
che Maria Zambrano (filosofa) definisce "
battito del cuore". L'arte dunque come possibilità di cambiamento della relazione
tra donna e donna e femminile e maschile. Come afferma Fulvia de Luise "Quando una mente femminile rilegge i classici, l'universalismo
diventa concreto, i soggetti assoluti ridiventano mamme, bambini, uomini e individui diversi; le emozioni
si muovono a sostegno della ragione. Non so se possiamo già permetterci i "salti di gioia" di cui parlava
qualche anno fa Luisa Muraro sulla fine del patriarcato. Ma certamente, da quando menti femminili
hanno "stanze tutte per sé" per pensare, niente può essere più come prima".
- Camille Claudel (realizzato nel 1988-89-90) scolpisce scene di donne che parlano in intimità nel pericolo
che un'onda possa cancellarle, o le coglie a testa china davanti al camino, o le erge a forza
indomita; Artemisia Gentileschi (realizzato nel 1990-91) a differenza del Caravaggio presenta in più dipinti
donne forti anche nel corpo e tanto determinate da non essere mai lontane dalla loro vittima
(Oloferne); Etty Hillesum (in scena con Bachmann) ci racconta una forma di fede concreta,
vicina, tangibile che le farà dire di non temere i nazisti perché "essi sono solo uomini", inteso come coloro
che possono distruggere il corpo, ma non l'anima,lo spirito;
Sabina Spielrein (realizzato nel 1999-2000) fu la prima psichiatra nel mondo, definì teorie attribuite in seguito ai padri
della psicoanalisi e fondò il primo centro che oggi sarebbe denominato "neuropsichiatria infantile";
l'Antigone (realizzato dal 1997 ad oggi) di Maria Zambrano è un testo filosofico scritto in chiave teatrale che ha richiesto per
raggiungere la forma attuale che tiene il pubblico tanto stretto da provocare il desiderio
di restare oltre lo spettacolo, anni di lavoro per divenire facilmente fruibile ai tanti e
differenziati pubblici. Sono solo alcuni esempi che afferiscono alle tematiche, per i linguaggi
che nei momenti della rappresentazione erano "nuovi", la critica ha spesso privilegiato, premiando
l'operazione, le storie che erano totalmente sconosciute a discapito del linguaggio estetico che
rappresentava quella soggettività.
- L'Italia è la nazione, tra quelle europee, che ha prodotto negli ultimi dieci anni maggiore
e interessante pensiero tale che, le nostre pensatrici hanno potuto essere accolte anche all'estero