Al di là del filo
Note di regia
Al di là del filo nasce col desiderio di superare il
limite delle barriere linguistiche incontrato
lungo il cammino di tutti gli artisti che vi hanno partecipato. Si doveva capire
quanto il gesto potesse liberare la parola o viceversa e come la fotografia potesse "servire" senza rinunciare
ad un segno efficace, o senza impoverire lo stare in scena dell'attore.
Le autrici fonte di ispirazione per il progetto, hanno pagato duramente le
loro scelte di coerenza etica, spirituale, ed artistica. E mi premeva ridar loro voce, in un'epoca
in cui l'uomo vive un disagio che tenta di nascondere o dimenticare cercando rifugi esterni.
"Non conosci le ore in cui ci si sente soli, interamente soli, in cui si avverte quanto apparente e fantastico
è quel che ci circonda, in cui questa apparenza ci serra
e ci stringe il cuore come un enorme lago di gelo? La lotta e fragore e tumulto... Nessun
uomo può esercitare durante la vita l'influsso che esercita dopo morto. Per grande che sia l'opera di uno
che respira l'aria che tu respiri, non può rinnovare il tuo cuore
come l'opera di colui che ha già cessato di respirarla.
E' un morto, allora, che ti parla. E a un morto non puoi chiedere qual'è il senso della realtà!!!"
(M. De Unamuno, Mi religion).
Con poche righe di commento il "Manifesto Libri"
annunciava l'uscita di Diario
di Etty Hillesum.
Cercavo una figura di donna da affiancare alla Bachmann
di cui mi stavo occupando.
Nacque così una piece teatrale in cui il conflitto vita-morte
tenta una risoluzione attraverso la rinascita a sè.
Lo spettacolo è stato presentato, oltre che in italiano,
per tutti gli inserti fotografici e di movimento, in tedesco e francese.
Estratti video teatro
Estratti video film