Oggi voglio essere felice-Sabina Spielrein, Jung, Freud
Note di regia
Lungo il filo della memoria storica ed onirica si snoda la vita di Sabina Spielrein che,
raggiunta la maturità, narra e mostra al pubblico la sua storia di ragazzina malata e ferita,
giovane appassionata e studiosa, in una erranza che ha origine dalle sue inquietudini, da uno spirito indomito
e libero, sempre alla ricerca della verità ed estremamente idealista.
La regia consapevole dell'impossibilità di poter narrare una vicenda così ricca ed intensa di conflitti,
i cui particolari legati a personaggi mitici (Jung - Freud) acquisiscono
la stessa importanza dei grandi fatti che li racchiudono, ha operato una scelta poetica, servendosi
di un linguaggio sia verbale che fisico e in cui "l'aspetto realistico" è affidato alla narrazione
di Sabina adulta, trait d'union con la parte giovane ed innocente di se stessa, che entra in relazione con lei attraverso
stimoli e trasferimenti della coscienza adulta che sa, ma che raggiunta consapevolezza e maturità,
resta, nei confronti del suo passato (Jung - Freud) un pò distaccata.
Il linguaggio che caratterizza il passato è "onirico",
quello che caratterizza il presente è "realistico"
nel rapporto che Sabina adulta manterrà, per tutto lo spettacolo,
con il pubblico, suo unico possibile referente e complice. I personaggi
di Freud e Jung sono affidati a danzatori e attori (voci registrate).