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Fiori nell'oblio


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Non so dove fossi. Da qualche parte, all'altro capo della terra, mentre l'intero pianeta era sconvolto da una guerra da una peste o dal diluvio universale. Della catastrofe in atto io non sapevo niente. Una folle agitazione mi trascinava con gli altri nella fuga. Non sapevo dove stavamo fuggendo. Da una stazione partivano, uno dopo l'altro, treni interminabili alla volta del mondo. Tutti strapieni. Gli uomini lottavano per un posto come per la loro vita. Fra me e i binari si frapponeva una folla immensa. Non avevo alcuna speranza di farmi largo attraverso di essa. Ero disperata. "Sono giovane, non posso morire!" gridai. Ma davanti a me c'erano altre persone giovani. E i biglietti erano quasi esauriti. Il treno che stava partendo era l'ultimo.
Fu allora che qualcuno mi toccò la spalla. Mi voltai e uno sconosciuto mi dette in mano un biglietto: "Con questo lei può andare in tutto il mondo. Può passare il confine e avere posto sul treno. Non abbia paura e sia coraggiosa. Vada, si affretti, è tempo...". Nel momento stesso in cui il treno partì avvenne la catastrofe. La terra sprofondò in un baratro, il mondo si trasformò in un'immensa rete ferroviaria lungo la quale viaggiavano uomini, che non avevano più patria. I binari posavano sopra l'abisso e le locomotive sfrecciavano a velocità forsennata. Finalmente il treno si fermò al confine. "Controllo! Tutti a terra!"(Milena Jesenská)[...]