[...] Che inquietudine che sento, che disagio se penso, che inutilità se voglio, ho perso parte della mia vita a cercare forme con le quali rendere mio l'universo. Sono come me, un passaggio figurato tra cielo e terra, in balia di un impulso invisibile. Temporalesche e silenziose, lontane dal rumore della terra, lontane dal silenzio del cielo. Continuano a passare e passeranno sempre, come le tante parole dette e non dette: ciliegie, dolce, amaro. Sorriso mangia sorriso. La notte scivola nel desiderio. L'universo singhiozza. L'amore è ombra. Ombra molle... molle come il sogno, molle come il piacere, molle come il desiderio, molle come la carne, molle come il ricordo... Judith... David, Jahel, Judith... [...]